Seppie con piselli

6 Ottobre 2014 4 commenti

Le seppie con piselli sono un piatto tipico della cucina italiana, molto diffuso anche nella mia regione. Al mercato di San Benedetto in questo scorcio d’estate, si trovano moltissime seppie anche di piccole dimensioni e quindi morbide e saporite. Per rendere il piatto più colorato e più benefico per la nostra salute ho aggiunto un pizzico di curcuma, una spezia antiossidante che aiuta anche a contrastare l’insorgenza di gravi malattie, come alcune forme tumorali.

Ingredienti:

500 grammi di seppie fresche

Olio extra vergine d’oliva

1 spicchio d’aglio

1 pizzico di curcuma

Sale

350 grammi di piselli

2 cucchiai di passata di pomodoro

1 peperoncino piccante

1 mazzetto di prezzemolo fresco

Preparazione:

Puliamo, laviamo e tagliamo a piccoli pezze le seppie; mettiamo poco olio in una padella con i bordi alti ed uniamo l’aglio schiacciato e le seppie. Facciamo insaporire per qualche minuto, poi uniamo qualche cucchiaiata di acqua calda e mettiamo il coperchio; dopo circa un quarto d’ora aggiungiamo i piselli e la passata di pomodoro. Mescoliamo ed uniamo la curcuma disciolta in un po’ di acqua calda, proseguendo la cottura per circa 10 minuti; togliamo il coperchio e facciamo restringere il fondo. Dopo aver spento il fuoco aggiungiamo il peperoncino a tocchetti ed il prezzemolo tritato. Buon appetito!

 

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Trippa al pomodoro

17 Agosto 2014 2 commenti

La trippa è un pietanza molto apprezzata anche in Sardegna, regione nella quale si prepara, soprattutto, in verde o al pomodoro. La ricetta tradizionale prevede che venga insaporita con pecorino grattugiato e foglie di menta che conferiscono un sapore fresco che contrasta con quello dolce della trippa. Nella mia ricetta ho apportato alcune modifiche infatti non ha utilizzato il formaggio e la menta secca è stata sostituita da quella fresca che ho unito all’ultimo per evitare che possa diventare amara.

Ingredienti:

1 chilo di trippa già bollita

1 spicchio di aglio

sale

menta fresca

Preparazione:

Laviamo la trippa, portiamo a bollore una pentola d’acqua e lessiamola per circa 30 minuti poi spegniamo e scoliamola. Mettiamo l’aglio tritato in un pentolino, uniamo la polpa di pomodoro ed il sale, giriamo e cuociamo per 10 minuti a fuoco dolce, col coperchio. Uniamo la trippa, mescoliamo e lasciamo cuocere per altri 20 minuti circa, girando spesso; spegniamo uniamo le foglie di menta, il pane carasau e serviamo subito.

Buon appetito!

 

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Moscardini al sugo piccante

28 Maggio 2014 Nessun commento

I moscardini che preferisco acquistare e consumare sono quelli piccoli perché hanno carni profumate e morbide che si cuociono velocemente. Questa è una ricetta molto semplice che si può accompagnare con dei crostini oppure, durante l’inverno, con della polenta. Ieri, io li ho proposti come secondo dopo un antipasto, molto semplice, di cozze alla curcuma.

Ingredienti:

500 grammi di moscardini piccoli

1 spicchio di aglio

1 peperoncino piccante

olio extra vergine d’oliva

sale

menta fresca

250 grammi di passata di pomodoro

100 grammi di olive verdi denocciolate

1 cipolla piccola

Preparazione:

Puliamo i moscardini, eliminando le interiora ed il becco, poi laviamoli ed asciughiamoli. In una padella ampia mettiamo la cipolla affettata sottile, una foglia d’alloro, poco olio extra vergine d’oliva e aspettiamo che si scaldi. Aggiungiamo i moscardini, mescoliamo ed alziamo il calore; uniamo la passata di pomodoro, aggiustiamo di sale e mettiamo il coperchio. Lasciamo cuocere a fuoco dolce mescolando spesso, dopo circa 15 minuti aggiungiamo le olive denocciolate. Dopo circa 25-30 minuti i moscardini sono pronti. Dopo aver spento uniamo il trito di peperoncino ed aglio poi impiattiamo e decoriamo con la menta fresca. Buon appetito!

Tappadas piccanti

23 Marzo 2014 Nessun commento

Le monachelle “in sardo Tappadas” sono una varietà molto apprezzata di lumache; si riconoscono perché hanno un opercolo biancastro che richiama alla mente il velo utilizzato dalle religiose. Tempo fa vi proponevo la ricetta delle Tappadas al prezzemolo; oggi, contravvenendo alle preparazioni tipiche riservate alle monachelle, ho deciso di prepararle con una salsina piccante che esalta la delicatezza di queste carni. Ecco come ho fatto!

Ingredienti:

500 grammi di monachelle

sale

1 limone non trattato

1 peperoncino rosso

2 spicchi di aglio

2 foglie di alloro

1/2 bicchiere di passata di pomodoro

Preparazione:

Sciacquiamo le lumache e mettiamole a bollire in una pentola colma di acqua fredda; uniamo una fettina di limone, mettiamo il coperchio ed accendiamo il gas al minimo; infatti, l’acqua deve scaldarsi lentamente. Lasciamo cuocere per circa un’ora e mezzo, schiumando regolarmente. Spegniamo, facciamo freddare e puliamo le lumache lavandole con cura; ora eliminiamo l’opercolo, sciacquiamole nuovamente e facciamole sgocciolare. In una padella antiaderente mettiamo la passata di pomodoro, le foglie di alloro ed il sale; dopo 5 minuti uniamo le lumache rimestando. Copriamo e lasciamo insaporire per circa 15 minuti; nel frattempo tritiamo l’aglio ed il peperoncino. A fuoco spento condiamo con le spezie ed un filo d’olio. Serviamo caldo.

 

 

Scones

23 Febbraio 2014 3 commenti

Gli scones sono dei paninetti tipici del Regno Unito, molto utilizzati come accompagnamento per il tè. Una mia amica mi ha dato una ricetta proveniente direttamente da Londra, ma esistono tantissime versioni più o meno ricche di burro o zucchero. Gli scones si accompagnano molto bene anche ai salumi e formaggi nostrani e sono un’ottima colazione.

Ingredienti:

300 grammi di farina

1 cucchiaio di zucchero

1 cucchiaio di sale

100 grammi di burro morbido

1punta di bicarbonato di sodio

½ bustina di lievito per torte salate

100 grammi di latte intero

Preparazione:

In una terrina setacciamo la farina poi uniamo il sale e lo zucchero; aggiungiamo il burro ed il latte a filo impastando. All’ultimo inseriamo il lievito ed il bicarbonato e poi impastiamo con cura. Infariniamo la spianatoia e, aiutandoci col mattarello, stendiamo una sfoglia che abbia circa quattro centimetri di spessore. Con un bicchiere, o un coppa pasta, ritagliamo gli scones, disponiamoli su una teglia unta e facciamoli lievitare al cado per altri 15 minuti. Accendiamo il forno e quando è caldo cuociamo gli scones per 15 minuti a 180 gradi; facciamo freddare e serviamo con marmellate, burro e tè.

Olive condite

5 Gennaio 2014 2 commenti

La ricetta per preparare quest’antipasto me l’ha insegnata Giorgio, e per me è stata una vera scoperta. Fino ad allora, avevo assaggiato soltanto olive in salamoia; invece in questo modo vengono lessate e condite. Diventano velocemente un saporito antipasto, soprattutto per chi ama i cibi con un retrogusto amarognolo. Il timo è stata una mia idea, perché tradizionalmente si impiega il prezzemolo.

Ingredienti:

500 grammi di olive viola fresche

2 spicchi di aglio

1 peperoncino rosso

1 mazzetto di timo

Preparazione:

Laviamo le olive; riempiamo una pentola con dell’acqua fredda. Uniamo le olive e facciamo bollire per circa 10 minuti; le olive devono rimanere sode. Spegniamo, scoliamo e trasferiamo le olive su un piatto da portata. Tritiamo l’aglio e il peperoncino; condiamo le olive col timo e il trito di aglio. Mescoliamo e serviamo.

 

Pabassinos

10 Novembre 2013 2 commenti

I pabassinos sono dei dolci tipici della Sardegna che vengono preparati per il giorno dei morti e durante tutto il periodo autunnale. Secondo l’area geografica di appartenenza assumono forme differenti e sapori differenti; in alcune zone vengono impastati anche con i semi di finocchio. La ricetta originale impone l’impiego dello strutto che io ho sostituito con il burro, non essendo riuscita a reperirlo al supermercato; per quanto riguarda la forma, le massaie esperte riescono a ricreare dei rombi perfetti, anche senza l’impiego degli stampi ma si tratta di un lavoro alquanto difficile. Come potrete notare, i miei pabassinos sono molto irregolari

Ingredienti:

400 grammi di farina

1 uovo

1 limone non trattato

200 grammi di mandorle sgusciate

200 grammi di uvetta passa

200 grammi di noci sgusciate

150 grammi di zucchero

150 grammi di strutto o di burro

Preparazione:

Tritiamo i gherigli in maniera grossolana, tagliamole le mandorle a lamelle, laviamo il limone e grattiamo la scorza; in una ciotola setacciamo la farina, uniamo il burro e l’uovo. Impastiamo, unendo anche la scorza del limone, poi infariniamo l’uvetta ed incorporiamola lavorando bene. Infariniamo il piano di lavoro, stendiamo la pasta dello spessore di circa un centimetro e con un coltello ben affilato ritagliamo dei rombi che sistemeremo in una teglia ben unta. Cuociamo in forno per 15 minuti a 180, facciamo freddare e prepariamo la glassa. Mettiamo la chiara dell’uovo in un pentolino con lo zucchero e sbattiamo bene. Cuociamo a bagnomaria fino a che non si crei un composto fluido e denso; spegniamo e quando intiepidisce stendiamola sui pabassinos. Decoriamo con la traggera, facciamo asciugare e serviamo. I pabassinos si conservano in contenitori ermetici, in luoghi freschi ed asciutti.

 

Cordula arrosto

5 Ottobre 2013 2 commenti

La cordula è una pietanza tipica della Sardegna. Si tratta di un piatto particolarmente apprezzato che viene cucinato in occasioni importanti, come durante le festività o in occasione dei matrimoni. La cordula è nota anche come “treccia” ed è preparata utilizzando gli intestini di agnello; in seguito viene sbollentata e poi rosolata con i piselli oppure cotta alla brace. Chi, come me, non ha la fortuna di avere un caminetto a disposizione può ripiegare sul forno che garantisce comunque un buon risultato. In Barbagia viene cotta su graticole poste sulle braci ottenute dai lecci e da altri alberi tipici della macchia mediterranea. La cordula si può acquistare in alcune macellerie; io l’ho comprata da un nostro amico che vive e lavora in un paese di montagna.

Ingredienti:

1 cordula

sale q.b.

Preparazione:

Riempiamo una pentola capiente di acqua; appena bolle uniamo la cordula e copriamo con un coperchio. Facciamo cuocere per circa un’ora, poi sgoccioliamola bene e sistemiamola in una teglia da forno. Cuciniamo in forno caldo per circa un’ora e mezzo. Saliamo a fine cottura e serviamo calda.

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Sauté di cannolicchi

17 Agosto 2013 2 commenti

I cannolicchi sono conosciuti anche con il nome di cappalunga e cannello. Il periodo migliore per gustarli va dalla primavera all’estate.

Al mercato ittico si trovano in vendita a mazzetti dallo stesso rivenditore dal quale compro le cozze. Ho deciso di prepararli in maniera semplice, aromatizzandoli con del vino bianco molto profumato che Giorgio ha acquistato in una cantina sociale del campidano.

Prima di iniziare a cucinare i cannolicchi bisogna metterli a bagno, per circa un’ora, in un catino pieno di acqua in modo che spurghino e poi è opportuno risciacquarli con cura. Infatti, questi bivalvi vivono immersi nella sabbia dei fondali marini dove si posizionano in verticale e quindi, non di rado, contengono sabbia.

Ingredienti:

600 grammi di cannolicchi

2 spicchi di aglio

1 mazzetto di prezzemolo

vino bianco

1 peperoncino piccante

1 limone biologico

200 grammi di olive nere denocciolate

Preparazione:

Mettiamo i cannolicchi a mollo in una bacinella di acqua, poi sciacquiamoli con cura. Tritiamo l’aglio ed il prezzemolo; trasferiamo i cannolicchi in una padella, uniamo il trito di prezzemolo ed aglio e mettiamo il coperchio. Facciamo aprire le valve, uniamo il vino e facciamo evaporare a fuoco allegro. Togliamo i cannolicchi e trasferiamoli nel piatto di servizio. Facciamo restringere la salsa ed uniamo le olive e il peperoncino tritato. Irroriamo i cannolicchi con la salsa, guarniamo con qualche fettina di limone e serviamo.

 

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Cardinales

21 Luglio 2013 2 commenti


I “cardinales”, chiamati anche “cardinali” sono dei dolci tipici sardi, diffusi in tutta l’Isola. Per la prima volta li ho apprezzati durante un banchetto nuziale e poi spinta dalla curiosità ho deciso di provare a realizzarli.

La ricetta originale prevede che la calotta de i “cardinales” sia rossa e che il colore sia dato dall’alchermes che io ho sostituito con un liquore alle ciliegie casalingo. Ecco spiegato il motivo per cui i miei dolcetti non sono di un colore rosso brillante. Il termine “cardinales” si rifà alla carica ecclesiastica dei cardinali che indossano un copricapo rosso ed una tunica bianca. Queste caratteristiche vengono riprese anche dai nostri dolcetti che vengono spolverati con lo zucchero a velo e sormontati da una calotta rossa.

I cardinales sono morbide tortine che si assaporano ancora di più dopo qualche ora, quando si imbevono di crema e alchermes.

Ingredienti:

200 grammi di farina

2 uova

150 grammi di zucchero

1 limone biologico

pizzico di sale

3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

1 bicchiere di latte parzialmente scremato

1/2 bustina di lievito per dolci

alchermes

zucchero a velo

Per la crema pasticcera:

1 limone non trattato

1 uovo

250 ml di latte parzialmente scremato

30 grammi di farina

100 grammi di zucchero

Preparazione:

Sgusciamo le uova in una terrina, uniamo lo zucchero ed il sale e lavoriamo con cura. Setacciamo la farina ed uniamola con la scorza grattugiata di limone mescolando bene; versiamo il latte a filo e l’olio ed eliminiamo eventuali grumi. Per ultimo uniamo il lievito, lavoriamo e ungiamo dei pirottini di alluminio. Gli stampi non devono essere completamente riempiti, altrimenti il composto fuoriesce; facciamo cuocere i cardinales in forno già caldo per 15 minuti a 180 gradi. Quando saranno dorati e gonfi, significa che sono pronti; facciamoli freddare e poi sforniamo.

Nel frattempo prepariamo la crema pasticcera. Mettiamo il latte in un pentolino con la scorza grattugiata di limone e scaldiamolo; sgusciamo l’uovo e lavoriamo il rosso con lo zucchero e la farina, eliminando tutti i grumi. Versiamo il latte tiepido a filo, continuando a mescolare fino ad ottenere un composto ben amalgamato. Bagniamo un pentolino, travasiamo la crema e teniamo il gas basso. Mescoliamo con frequenza, onde evitare che si attacchi; la crema è pronta quando si addensa e vela il cucchiaio. Ricordiamoci che non bisogna farla bollire, ecco perchè bisogna tenere il fuoco dolce. Facciamo freddare e sformiamo i cardiales, disponendoli su un vassoio. Con un coltello affilato incidiamo la calotta, cercando di andare in profondità; aiutandoci col dito allarghiamo dolcemente la cavità e bagniamo con qualche goccia di alchermes ed acqua. Dopo aver rimosso tutte le calotte, spargiamo lo zucchero a velo. Con l’aiuto di un cucchiaino farciamo l’interno dei dolcetti, poi imbeviamo delicatamente la calotta in una ciotola con acqua ed alchermes. Posizioniamola al rovescio, cioè con la parte appuntita verso l’esterno. I cardinales sono pronti per essere sistemati in frigorifero per qualche ora e poi possono essere serviti.